La leggenda di Shardana Desedas Costantino Casùla Author
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Description

Il temporale giunse impetuoso e inaspettato, quasi a voler lavare le coscienze di coloro che con il fiato sospeso attendevano l’ennesimo spettacolo di morte. I barones, assetati di potere, ridussero il popolo sardo in schiavitù, assoggettandolo ai loro capricci di padroni sordi e ignoranti, privi di ogni scrupolo e cognizione nei riguardi dei diritti umani e sociali: portatori di disperazione e morte. La leggenda di Shardana Desedas di Costantino Casùla è un grido di ribellione contro tutte le ingiustizie sociali, per mano di quegli istranzos (stranieri) che a lungo infestarono la terra sarda, ma allo stesso tempo è anche un inno all’amore, quell’amore che nasce dalla difficoltà, dalla voglia di sovvertire il disordine che con violenza irrompe. È un testo bellissimo, ricco di note dialettali, che esprimono la saggezza di un popolo a lungo vessato da tanti invasori. Il linguaggio, così musicale, si è formato nel tempo e nonostante la sua evoluzione è uno dei pochi che abbia conservato le forme del latino originario.L’Autore ha dimostrato capacità notevoli nel mettere in risalto quel senso profondo di ingiustizia che si respirava ai tempi dei barones, si avverte l’oppressione che porta alla ribellione estrema, e altresì, le sue capacità descrittive non sfuggono all’occhio attento del lettore, il quale recepisce e interiorizza i suoni, gli odori, gli elementi della natura fino a diventarne parte in modo assoluto.Costantino Casùla è nato a Ortueri, in provincia di Nuoro, lavora all’ospedale di Sorgono. Fin da ragazzo ha avuto una forte passione per la poesia sarda in generale, ma con la maturità l’attenzione si è concentrata soprattutto sui mutos. Ha ottenuto considerevoli consensi in numerose piazze del centro della Sardegna (Barbagia, Mandrolisai, Barigadu, Sarcidano ecc.) utilizzando la forma poetica estemporanea che ha maggiormente identificato il popolo sardo, la forma più arcaica e in passato più diffusa: su mutu frorìu. Autore di Sa promintenzia, una consistente raccolta di mutos tratti da alcune gare, e del romanzo S’antigu cuile (L’antico ovile) che ci proietta dentro il cuore dell’antica isola e nell’articolato mondo del pastore e del suo ovile.Ha partecipato come relatore a diversi convegni di poesia sarda.Ha organizzato numerosi concorsi sulla base del metro poetico “de su mutu frorìu”, per favorire la conservazione della tradizione, che ormai già da anni rischia l’estinzione, minacciata dai tempi moderni.

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